Mappe

Nel mito greco delle nozze tra Ctòn e Zas, cioè tra Terra e Cielo, e del mantello offerto alla Terra, Ferecide, nato nel VI secolo a.C., racconta quello che potrebbe essere inteso come il primo matrimonio del mondo. In quell’epoca la Terra non è ancora Gè, la chiara, la visibile, ma Ctòn, la sotterranea, l'oscura. Ctòn si presenta al matrimonio velata. Quando si svela, lo sposo le pone sulle spalle un mantello da lui stesso ricamato. Tra il velo e il mantello, per un istante brevissimo, la sposa resta nuda, ed è proprio in questo istante di svelamento che, per i Greci antichi, la verità diventa accessibile. Dal velo primordiale però si passa in un baleno al mantello nuziale. Ma quest'ultimo non è un semplice indumento: lo sposo vi ha ricamato fiumi, laghi, montagne, ha inventato la rappresentazione cartografica della Terra. Non trovo un'immagine più calzante per introdurre la mia serie delle mappe. Esse sono stratificazioni in continua trasformazione. Le vie che cambiano nome a seconda dell'epoca sono solo l'esempio più lampante, gli intrecci obliterano interi quartieri e ne creano altri completamente nuovi, il romanzo interseca i caratteri tipografici della mappa inventando nomi mai esistiti prima. Dopotutto attraverso le cartografie cerchiamo di afferrare un luogo, ma possiamo mai dire di averlo afferrato del tutto? Le mappe comunicano e insieme mantengono sempre una parte di incomunicabilità, perché sono un mantello. Il mantello.

  1. 雪国 — Il paese delle nevi
  2. 1Q84

    1Q84

    67,9 × 90 cm
    2024
    Dettagli →
  3. New York — The Great Gatsby
  4. Paris — Bel Ami
  5. Milano — Fosca
  6. London — A Christmas Carol